Abbazia Territoriale di Subiaco

Informazioni storiche

 

Dalle origini all’istituzione della commenda

Le origini dell’Abbazia risalgono alla stessa figura di San Benedetto da Norcia (480 – 547), che nell’area sublacense istituì i suoi primi tredici monasteri. Questo primo “prototipo” dell’ordine era inizialmente sottoposto esclusivamente alla giurisdizione della diocesi di Tivoli.

L’Abbazia inizia il suo processo di conquista dell’autonomia a partire dal X sec., dopo la ricostruzione del Monastero di Santa Scolastica (allora dedicato ai SS. Benedetto e Scolastica) in seguito alle devastazioni operate dai saraceni alla fine del secolo precedente.

Le concessioni di papa Leone VII (936/939) e il diploma dell’imperatore Ottone I (967) contribuiscono a fare dell’Abbazia di Subiaco un piccolo stato autonomo, beneficiario della tutela pontificia e di quella imperiale.

Il privilegio di papa Giovanni XVIII del 1005, confermato da papa Leone IX nel 1051, ribadisce i possedimenti abbaziali e ne definisce la sostanziale autonomia rispetto alla diocesi.

Nel corso dell’XI secolo l’Abbazia vive il suo periodo di massimo splendore, grazie a figure di abati di notevole spessore.

I ricorrenti contrasti con le diocesi di Tivoli e Palestrina per i diritti su alcuni territori della zona trovano una definitiva risoluzione con la transazione di papa Innocenzo III (1198 – 1216), che di fatto eleva il ruolo dell’abate di Subiaco pari grado a quello del vescovo nei confronti dei castelli dell’Abbazia. Tale conquista viene rafforzata da papa Alessandro IV verso la metà del XIII sec.

Dalla fine del XIII sec. inizia un periodo di decadenza per l’Abbazia, una crisi che culminerà nel 1276 con l’affidamento del governo agli abati curiali, così chiamati perché eletti dalla curia romana e non più dalla comunità monastica.

 

Cronotassi degli abati fino all'istituzione della commenda

San Benedetto...529 (?)
San Mauro529 (?)...
Leonade (?)......
Onorato...600 circa
.........
Sergio (sotto papa Stefano II)752757
.........
Pietro I827856
Leone I857867
Azzo867880
Leone II880883
Stefano I883914
Leone III914961
Giovanni I961...
Giorgio (ex sacundicerius)964971
Pietro II973...
Maione973974
Benedetto II975984
Martino (già vescovo)984985
Gregorio (già vescovo)986989
Giovanni II989991
San Pietro III9921003
Stefano II10041011
Giovanni III10111024
Demetrio10241029
Benedetto III10291041
Giovanni IV10411043
Attone10441050
Umberto10501069
Giovanni V (poi cardinale)10691121
Pietro IV11211145
Oddone (9 giorni)......
Rinaldo11451149
Simone (poi cardinale)11491184
Beraldo11841189
Romano11891216
Giovanni VI1216...
Lando12191243
Enrico12441273

Il periodo degli abati curiali

Gli abati curiali reggono l’Abbazia per un periodo che va dal 1276 al 1456, anno dell’istituzione della commenda cardinalizia.

Con questi abati inizia il lungo periodo durante il quale i monaci vengono privati del diritto di eleggere il proprio abate, che viene invece nominato dalla Curia romana.

Dalla fine del ‘200 all’inizio della cattività avignonese (1309), i monasteri sublacensi subiscono l’instabilità politica del potere centrale e le ripercussioni dello scontro tra le famiglie Colonna e Caetani.

La situazione migliora nel XIV secolo, a partire dal periodo condotto sotto la guida di Bartolomeo II. Con Bartolomeo III la comunità monastica diventa marcatamente europea.

In seguito ad un periodo di difficile stabilità, l’Abbazia di Subiaco segue il destino di molte altre abbazie italiane. Papa Callisto III decide infatti nel 1456 di sottrarre ai monaci il potere temporale istituendo l’Abbazia Commendataria.

 

 

Abati curiali

Guglielmo I (rinuncia)12761286
Bartolomeo I (poi vescovo di Foligno)12861296
Francesco I (sospeso e poi rinunciatario)12971318
Bartolomeo II13181343
Giovanni VII (forse eletto dai monaci)13441348
Pietro V13481350
Angelo da Montereale (si dimette)13511353
Ademario (poi trasferito)13531358
Corrado dei Marchesi di Ceva (espulso)13581362
Bartolomeo III (eletto abate di Montecassino)13621369
Francesco II da Padova (poi si dimette)13691388
Tommaso da Celano13891412
Sagace (poi vescovo in più luoghi)14121419
Matteo del Carretto (poi vescovo di Albenga)14191429
Aleramo del Carretto (amministratore)14291431
Antonio da Ravenna14311434
Giacomo Cordoni (poi vescovo di Nepi e Sutri)14341445
Guglielmo II (sospeso e poi rinunciatario)14451456

La commenda cardinalizia

Il periodo della Commenda si apre nel 1456 con il cardinale domenicano Juan De Torquemada, nominato amministratore apostolico dell’Abbazia. Fino al 1516 i monasteri di Subiaco saranno privi di un abate claustrale.

Nel 1511, sotto impulso dell’abate commendatario Pompeo Colonna, prende avvio il processo che porterà l’Abbazia di Subiaco a far parte della Congregazione di Santa Giustina-Cassinese dal 1514.

Tra il 1638 e il 1639, durante il periodo in cui la commenda era gestita dai Barberini, papa Urbano VIII conferisce all’Abbazia di Subiaco la giurisdizione episcopale, civile, criminale e mista sul territorio sottraendola alle diocesi di Tivoli, Palestrina e Anagni. L’Abbazia diventa Nullius.

La scarsa capacità di mantenere l’ordine pubblico da parte dell’abate commendatario portò papa Benedetto XIV a privarlo del potere temporale sull’abbatia nullius. La bolla Avendo noi del 7 novembre 1753 conduce tale potere nelle mani del governo centrale di Roma.

Nel 1773 diventa abate commendatario di Subiaco Giovannangelo Braschi, poi eletto al soglio pontificio col nome di Pio VI. Nel 1847 diventa abate commendatario un altro papa: Pio IX.

Tra il 1855 e il 1873 vengono emanate e messe in pratica le leggi eversive con cui il Regno d’Italia procede alla soppressione di monasteri ed istituti religiosi. I monasteri di Subiaco vengono dichiarati monumenti nazionali. Nel corso del 1874 il Governo prende possesso del Sacro Speco prima e di Santa Scolastica poi. Ai monaci viene concesso di restare custodi del monastero, che pertanto non viene mai lasciato.

 

Tavola sincrona degli abati cardinali commendatari e degli abati claustrali

Juan De Torquemada
1456-1471
Rodrigo Borgia
1471-1492
Giovanni Colonna
1492-1507
Pompeo Colonna
1507-1513
Scipione Colonna
1513-1529
Zanobia Prologo da Firenze1516
Isidoro della Robbia id.1518
Ludovico Cittadini da Milano1521
Marco de Campis da Pontremoli1525
David da Milano1527
Francesco Colonna
1529-1559
Angelo da Levanto1535
Angelo Petra da Genova1541
Placido Albanesi da Milano1543
Angelo da Levanto1545
Angelo Petra da Genova1546
David da Milano1547
Evangelista Romena da Firenze1552
Giovan Battista da Napoli1554
Eusebio da Brescia1558
Marcantonio Colonna 1559-1585Silvestro da Parma1559
Placido de Puppis
Girolamo Lincorni da Piacenza1561
Gregorio da Subiaco1563
Adriano Amaltèa da Napoli1564
Costanzo da Mantova1566
Graziano da Mantova
Costanzo da Mantova1567
Zanobia Prologo da Firenze1569
Gregorio da Castione1570
Marco Padocca da Mirandola (poi Vescovo Lacedonense)1571
Evangelista Romena da Firenze1573
Girolamo Del Giudice da Amalfi1576
Cirillo da Monfefiascone1577
Angelo Grillo da Genova1582
Ilarione Caraffa da Napoli1583
Camillo Colonna e Marcantonio Colonna
1585-1592
Lorenzo Govano da Genova1585
Giustiniano da Verona1588
Zaccaria da Perugia1589
David Cattaneo da Padova1590
Ascanio Colonna
1592-1608
Marcantonio Colonna
fino al 1596
Mauro Spinazi da Parma1591
Aurelio da Ravenna1593
Giulio Graziani da Mantova1594
Gregorio Ginori da Firenze1596
Paolo da Cosenza1597
Martino da Palermo1598
Angelo Grillo da Genova1599
Modesto da Piacenza1602
Luigi Giuffi da Padova1605
Giovan Battista da Roma1605
Scipione Caffarelli Borghese
1608-1632
Zenobio de Bonamici da Perugia1609
Anastasio Casanico da Carpenedolo1614
Germano da Capua1616
Giovita da Castione1617
Pietropaolo da Aversa1620
Ignazio Coppola da Pavia1622
Vittorino Speroni da Imola1623
Giovita da Castione1625
Pio Musi da Milano1627
Stefano Pigini da Milano1627
Giulio de' Vecchioni da Castello1629
Modesto Santacroce da Padova1631
Antonio Barberini
1633-1671
Fulgenzio da Roma1632
Ireneo da Pontevorvo1634
Pio da Carignano
Angelo da Altomonte1636
Andrea Arcioni da Parma1637
Giulio de' Vecchioni da Castello1638
Alessandro Musitano da Castrovillari1643
Flamminio Balduzzi da Ravenna1644
Alessandro Cardini da Napoli1645
Desiderio Petroni da Fratte1646
Giulio de' Vecchioni da Castello1648
Giovita Rossi da Roma1649
Ignazio da Cava dei Tirreni1650
Marcantonio Aspignani da Roma1651
Bernardo Mattarici da Varco1654
Pietro Valestri da Reggio1655
Domenico della Quadra da Napoli1657
Pietro Clavarini da Roma1659
Stefano Felici da Montopoli1663
Bernardo Mattarici da Varco1665
Giovan Battista Gualtierinotti da Città di Castello1666
Cornelio Massoli da Perugia1667
Mauro Casarini da Nola1668
Giovanni Mastrilli da Nola1670
Carlo Barberini
1671-1704
Bernardo Mattarici da Varco1671
Andrea Adeodato de Rossi da Napoli (poi Arcivescovo di Rossano)1674
Ippolito Bernarducci da Vigilio (poi Vescovo di Caserta)1676
Francesco M. Montemellini da Perugia1677
Michelangelo Inurea da Genova1681
Benedetto Giordani da Toffia1696
Arcangelo Ragosa da Gaeta1698
Felice Sciarra da Montopoli1699
Arcangelo Piccioni da Roma1702
Flamminio Avanzi da Roma1714
Felice Sciarra da Montopoli1719
Placido Sala da Roma1723
Bernardo Campanari da Veroli1729
Lucido Luzzarra da Mantova1735
Agostino Ranbini da Brescia1737
Decamilli da Montemaggiore1738
Bernardo Cretoni da Fara1739
Placido Apozzi da Napoli1741
Cleto Moreschi da Bergamo1738
Pierluigi della Torre da Genova1750
Anselmo Bortolotti da Verona1751
G. Francesco Banchieri
1753-1763
Giovan Gualberto Boccari da Bologna1754
Sisto Rocci da Piacenza1759
Francesco M. Piccioni da Roma1761
Saverio Canale
1766-1773
Niccolò M. Gallesi da Roma1766
Francesco Pescetelli da Mandela1769
Mariano Carocci da Todi1772
Giovannangelo Braschi (pio Pio VI)
1773-1798
Venerio Malvolta da Reggio1774
Giuseppe M. Lauri da Spoleto1775
Giustino Giuseppe da Costanza1777
Pierdamiano Manganoni da Milano1780
Filippo B.to de Corduba da Palermo1783
Antonio M. De Cuppis da Fano1784
Tommaso Zini da Brescia1790
Romualdo della Massa da Cesena1793
Michelangelo Luchi
1801-1802
Onorato Canali da Rieti1802
Pier Francesco Galeffi
1803-1837
Mariano Carocci da Todi1806
Isidoro Bortoletti da Verona1815
Raffaele Vitali da Napoli1820
Francesco Cavalli da Ravenna1821
Giuseppe B.to Cigala Fulgosi da Piacenza1824
Giovanni Pietro Taini da Piacenza1831
Pietro Ugo Spinola
1838-1842
Celestino Gonzaga da Napoli1841
Paolo Polidori
1842-1847
Luigi Marincola da Catacio1844
Pio IX
1847-1853
Pietro Casaretto da Ancona1850
Girolamo D'Andrea
1853-1866
Raffaele Agostino Testa da San Vito R.1858
Pietro Casaretto da Ancona1850
Raffaele Monaco La Valletta
1872-1884
Raffaele Agostino Testa da San Vito R.1876
Niccolò M. Canevello da Genova1880
Carmine Gori Merosi
1884-1886
Giordano M.G. Ballsiepere da Elberfeld (Prussia)1888
Angelo Bianchi
1886-1889
Vescovo di Tanasia
(già Vic. Ap. del Bengala orientale)
1889
Placido M. Schiaffino1889
Luigi dei Conti Macchi
1890-1906
Romarico M. Flugi d'Aspermont da Napoli1890
Pio XDomenico Serafini da Roma1896

Dalla fine della commenda ad oggi

Nel 1909 i monaci ottengono di nuovo il diritto di eleggere il proprio abate: Lorenzo Salvi è il primo abate del nuovo corso della contemporaneità.

Il 21marzo 1915 papa Benedetto XV con la bolla Coenobium Sublacense sopprime la Commenda.

Il 16 luglio 2002 l’Abbazia, pur restando “territoriale” limitatamente ai monasteri, alle case religiose e alle proprietà terriere, perde il governo delle parrocchie, che tornano alle diocesi di Tivoli, di Anagni-Alatri e di Palestrina.

 

Abati dopo la Commenda

Mauro M. Serafini da Roma
(ammin. apost. dell'Abbazia)
1915
Lorenzo Simone Salvi19091964
Luigi Egidio Gavazzi19641974
Stanislao Benito Andreotti19741995
Augusto Ricci (ammin. apost. ad nutum Sanctae Sedis)19951996
Mauro Meacci1996...